“Molti dei 176 mila lavoratori domestici extracomunitari che hanno aderito alla sanatoria 2020 pur avendone pienamente diritto non possono ancora vaccinarsi contro il Covid per un problema tecnologico: il codice fiscale e la tessera sanitaria che vengono rilasciati in attesa della conclusione della procedura sono provvisori e non sono riconosciuti dal sistema, per cui di fatto non è possibile accedere alla prenotazione del vaccino, così come a tutte le altre prestazioni del sistema sanitario nazionale. Alla vigilia della Giornata Internazionale del Lavoro Domestico che si celebra domani 16 giugno, chiediamo alle Istituzioni centrali e regionali di impegnarsi per risolvere il prima possibile questo problema che sta mettendo in serio pericolo la sicurezza dell’abitazione: quella dei lavoratori ma anche delle famiglie di cui questi si occupano, in molti casi a strettissimo contatto con anziani fragili, malati o disabili. Lanciamo questo appello perché sappiamo che la questione può essere risolta, considerato che alcune regioni lo hanno già fatto”. Così Andrea Zini, presidente di Assindatcolf, Associazione Nazionale dei Datori di lavoro domestico.

“Siamo molto preoccupati – prosegue Zini – perché questo è solo uno dei tanti disagi che da un anno a questa parte stanno vivendo lavoratori e famiglie che, a proprie spese, hanno aderito alla sanatoria e che, nella stragrande maggioranza dei casi, ancora non sono riuscite a concludere l’iter di regolarizzazione a causa di un sistema bloccato dalla burocrazia. Da quello che ci risulta dal monitoraggio di Ero Straniero, a fine maggio solo il 5% delle pratiche era arrivato a conclusione con il rilascio del permesso di soggiorno, con situazioni incredibili come quella di Roma, dove su oltre 16.000 domande presentate non era ancora stato rilasciato neanche un permesso di soggiorno. Parliamo di lavoratori prima invisibili ma che oggi hanno scelto la strada della regolarità in un settore in cui, purtroppo, il lavoro nero è la normalità, con 6 domestici su 10 che non hanno un contratto. Per invertire la rotta – conclude Assindatcolf – siamo convinti che sia necessario anche semplificare e quello che sta accadendo con la sanatoria 2020 non è un esempio di buona amministrazione. Ecco perché chiediamo al Governo e alle Regioni di fare la propria parte, consentendo ai lavoratori che hanno consapevolmente scelto di stare nelle regole di vaccinarsi e di vedersi finalmente riconosciuto il permesso di soggiorno. Lo chiediamo non solo per loro ma anche per tutte quelle famiglie che stanno vivendo in un limbo, sia dal punto di vista burocratico che sanitario”.