“L’85% delle 207 mila domande di regolarizzazione presentate nell’ambito della sanatoria 2020 ha riguardato il lavoro domestico e di cura: grazie al monitoraggio avviato dalla campagna ‘Ero Straniero’ sappiamo che al 16 febbraio 2021, a 6 mesi dalla chiusura della finestra per l’emersione, solo il 5% delle domande era giunto nella fase finale della procedura. Considerando che mediamente, per sua natura, un rapporto di lavoro domestico resta attivo meno di un anno, il rischio è che molti dei lavoratori che oggi sono in attesa di ottenere il permesso di soggiorno si vedano interrompere il rapporto di lavoro ancora prima che questo venga regolarizzato”. È quanto dichiara Andrea Zini, presidente di Assindatcolf, Associazione Nazionale dei Datori di Lavoro Domestico.

“Per questo motivo – continua Zini – abbiamo sottoscritto l’iniziativa della campagna ‘Ero Straniero’ che lo scorso 20 aprile ha inviato una lettera aperta al Governo per chiedere di intervenire affinché si velocizzino le procedure legate dell’esame delle domande di emersione e regolarizzazione, in parte rallentate dalla pandemia, consentendo di completarle per via telematica e non esclusivamente in presenza, come oggi avviene. Stessa procedura, quella telematica, sarebbe necessario attuarla anche in caso di subentro del nuovo datore di lavoro, qualora la famiglia presentatrice dell’istanza abbia rinunciato ad instaurare il rapporto di lavoro per motivi di forza maggiore e non solo. Infine riteniamo corretto che, ai lavoratori che non hanno disponibilità di trovare un nuovo datore che subentri, venga rilasciato un permesso di attesa occupazione di almeno 6 mesi”.

“Accanto a queste misure urgentissime – conclude Zini – auspichiamo che il Parlamento riprenda velocemente l’iter della proposta di legge di iniziativa popolare Ero Straniero, ferma ormai da più di anno: la riforma del sistema di ingresso dei cittadini extra comunitari per motivi di lavoro non può più attendere. La nuova normativa è un passaggio fondamentale non solo per venire incontro alle esigenze delle famiglie, che tendono sempre più strutturalmente all’invecchiamento, ma anche per evitare che in futuro si ricreino sacche di irregolarità come quelle a cui la sanatoria 2020 ha cercato di dare una prima risposta, al momento però, senza risultati concreti”.