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“Ancora prima che la diffusione del coronavirus sconvolgesse il nostro Paese avevamo stimato che in Italia lavorassero in nero circa 200 mila domestici senza regolare permesso di soggiorno. Una piaga sociale ed economica che oggi rischia di diventare vera e propria emergenza se il Governo non metterà mano alla questione. Ecco perché scegliere di non regolarizzare anche colf, badanti e baby sitter insieme ai lavoratori dell’agricoltura sarebbe un errore gravissimo”. È quanto dichiara Andrea Zini, vice presidente Assindatcolf, Associazione Nazionale dei Datori di Lavoro Domestico.

“Al Ministro Lamorgese – prosegue – chiediamo di includere nel provvedimento che è allo studio del Governo anche i lavoratori domestici irregolari che scontano anni di politiche restrittive che, di fatto, hanno impedito ai cittadini non comunitari di entrare nel nostro Paese per motivi di lavoro non stagionale. Questa – conclude – potrebbe essere l’occasione per trasformare una falla del sistema in una grande opportunità per tutti, anche economica. Come si evince da uno studio Censis/Assindatcolf, il comparto domestico è, infatti, in grado di generare un volume economico pari a circa 19 miliardi di euro l’anno. Mentre, stimiamo che il mancato gettito Inps e Irpef derivante dal lavoro dei 200 mila domestici con i documenti non in regola ammonti a circa 400 milioni di euro l’anno”.

 

Non lasciare al caso la gestione di colf, badanti e baby sitter!

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