Sempre più datori di lavoro si rivolgono in cerca di aiuto  all’Assindatcolf, l’Associazione sindacale fra datori di lavoro dei collaboratori familiari, aderente alla Confedilizia, e, oramai, non chiedono più informazioni generiche sulla legge Bossi-Fini, ma consigli precisi e soprattutto chiarimenti decisivi in ordine alla  pratica di regolarizzazione della propria colf o della badante. Uno degli adempimenti che preoccupa il datore di lavoro è il dover affrontare nei prossimi giorni la fila alle poste per procedere alla consegna della domanda di regolarizzazione. Fortunatamente, come si spiega dalle numerose sezioni territoriali dell’Assindatcolf non è affatto necessario che il datore di lavoro si rechi personalmente alla posta, ma è sufficiente che lo stesso, in qualità di delegante, compili una semplice delega alla persona che poi (munita di un proprio documento personale di riconoscimento) si recherà materialmente all’Ufficio postale più vicino. Detta delega, per essere valida, deve contenere, oltre ai dati personali del delegante e del delegato, anche gli estremi del documento d’identità del primo con allegata la copia del documento di identità del medesimo. Nell’ambito della compilazione del modulo, particolare attenzione deve essere riservata inoltre ai “campi ritenuti difficili dai compilatori” ovvero quello in cui viene richiesta la residenza estera del lavoratore, quello in cui si devono inserire i dati relativi al permesso di soggiorno e quello nel quale si deve indicare la retribuzione corrisposta e le ore di lavoro. Alla luce delle richieste anzidette, è già possibile iniziare a delineare – naturalmente a grandi linee – la figura tipo dell’”esercito” di colf che sta per essere regolarizzato. La maggior parte dei soggetti proviene dai Paesi dell’Est (essenzialmente dall’Ucraina e dalla Polonia), seguono poi il Perù e lo Sri Lanka; meno sono quelli provenienti dalle Filippine, ma questo non desta meraviglia in quanto molti cittadini filippini risultano regolarmente in Italia e sono stati regolarizzati da tempo. Scarsi o addirittura mancanti sono coloro che provengono dalla Cina. Il contratto di lavoro che andranno a firmare sarà, per la quasi totalità dei casi, quello che prevede l’inquadramento nella seconda categoria del CCNL. Tra colf e badanti, infine stanno per essere regolarizzate soprattutto queste ultime. Roma, 16 settembre 2002.