L’Assindatcolf, Associazione sindacale datori di lavoro domestico, aderente a Confedilizia ha redatto un prontuario sintetico contenente tutto quello che c’è da sapere per regolarizzare la propria colf o badante. Per ogni ulteriore informazione è sempre attivo il numero verde 800.162.261CHI PUO’ FARE DOMANDA
I cittadini italiani o stranieri regolarmente soggiornanti in Italia che hanno occupato colf o badanti clandestini.

CHI PUO’ ESSERE MESSO IN REGOLA
Colf o badanti clandestini che hanno lavorato in Italia nei tre mesi precedenti l’entrata in vigore della legge (10.9.2002).

LIMITI NUMERICI
Ogni famiglia può assumere un solo collaboratore familiare, mentre non vi sono limiti per i badanti.

TERMINI DELLA DENUNCIA
Il datore di lavoro deve autodenunciarsi entro due mesi dall’entrata in vigore della nuova norma entro, cioè, l’11 novembre 2002, essendo il 10 giorno festivo.

CONTENUTO DELLA DOMANDA
La domanda deve contenere le generalità del datore di lavoro e del lavoratore, la tipologia e  le modalità d’impiego e l’indicazione della retribuzione convenuta.
 
DOCUMENTI DA ALLEGARE ALLA DOMANDA
Alla domanda vanno allegati l’attestato di pagamento dell’importo forfettario pari a 290€, la certificazione medica della patologia della persona da assistere (solo nel caso di regolarizzazione di badanti), la copia del documento d’identità del dichiarante e la copia di tutte le pagine del documento valido per l’espatrio del lavoratore.
 
A CHI VA INDIRIZZATA LA DOMANDA
La domanda di emersione va indirizzata alla Prefettura provinciale di competenza e presentata alla posta, pagando l’assicurata di 40€.

RILASCIO DEL SOGGIORNO
La Prefettura, entro 20 giorni dalla ricezione, verifica l’ammissibilità della domanda e nei 10 giorni seguenti invita le parti a presentarsi allo Sportello polifunzionale competente onde stipulare il contratto di soggiorno.

EFFETTI DELLA REGOLARIZZAZIONE
I datori di lavoro che presentano richiesta di regolarizzazione per gli stranieri da loro assunti non sono punibili né civilmente né penalmente. Per il periodo di lavoro dichiarato, che sia antecedente l’ultimo trimestre, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha stabilito che dovranno essere corrisposti i contributi previdenziali pregressi e gli interessi legali.

SANZIONI
Chi dichiara il falso nella denuncia di emersione rischia da due a nove mesi di carcere.