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Sono 520.000 attualmente in Italia i malati di Alzheimer, e i nuovi casi sono stimabili in circa80.000 all’anno. Dati destinati ad aumentare.GIOVEDI’ 28 NOVEMBRE 2013 – ORE 09.30Palazzo Montecitorio – Sala Aldo MoroL’Associazione Nazionale tra i Datori di Lavoro Domestico ASSINDATCOLF nel 30° anniversario dalla fondazione realizza il convegno IL LAVORO DOMESTICO UNA REALTA’ SOCIALE ED ECONOMICA Fenomeno di welfare familiare autogestito:problemi, soluzioni e sviluppo. Sono 520.000 attualmente in Italia i malati di Alzheimer, e i nuovi casi sono stimabili in circa 80.000 all’anno. Dati destinati ad aumentare: considerando l’attuale andamento demografico e il conseguente invecchiamento dellapopolazione si prevede che nel 2020 i nuovi casi di Alzheimer saliranno a 113.000 l’anno. Il quadro tracciatodall’indagine Censis‐Aima, che ha indagato il punto di vista dei “caregiver” (le persone della famiglia responsabili dellacura del malato), ha sottolineato l’importanza delle UVA (Unità di Valutazione Alzheimer): nel 66,8% dei casi i pazientile frequentano e per poco meno della metà di loro (47,6%) rappresentano il punto di riferimento unico neltrattamento della malattia.Si parlerà anche di questo durante il convegno organizzato in occasione del 30° anniversario dalla sua fondazione, dall’ASSINDATCOLF‐ Associazione Nazionale tra i Datori di Lavoro Domestico – con il Patrocinio della Camera deiDeputati, che si terrà giovedì 28 novembre dalle ore 09.30 a Roma presso Palazzo Montecitorio – Sala Aldo Moro –.Diverse saranno le voci esperte in materia che interverranno durante l’incontro e tra loro figura Luigi Enrico Golzio,Direttore Scuola Dottorato Fondazione Universitaria “Marco Biagi” e Professore nell’Università di Modena eReggio Emilia.“Oltre agli obiettivi interni, quali la celebrazione del 30° dalla costituzione e la promozione del brand – spiega il Dott.Andrea Zini, Vice Presidente Assindatcolf ‐ abbiamo voluto toccare il tema sociale, che non è primario nella nostramissione, ma è fondamentale per poter capire tutte le dinamiche del settore e, in parte, anche le dinamiche sociali dellaevoluzione della società italiana di cui le famiglie sono il nucleo primario. In questo studio abbiamo voluto inserire ancheuna domanda concreta di aiuto che le famiglie datrici di lavoro incessantemente ci segnalano: la gravosità dell’assistenza aifamiliari non autosufficienti. Sia per il tempo che per la spesa che i singoli nuclei debbono sostenere”.Una delle variazioni più importanti nel modello di assistenza ai malati di Alzheimer riscontrata nell’indagine Censis‐Aima consiste nell’aumentato ricorso alle badanti. Le famiglie che ricorrono alla badante sono complessivamente il40,9% del campione, con una prevalenza (24,4%) di situazioni in cui la badante convive con il paziente, mentre nel16,5% dei casi vive altrove. Si tratta soprattutto di badanti straniere (32,7% del campione complessivo contro l’8,2% difamiglie nelle quali la badante è italiana).Ai saluti del Presidente ASSINDATCOLF Renzo Gardella, seguiranno quelli del Presidente CONFEDILIZIA CorradoSforza Fogliani. Introduce i lavori, il Vice Presidente ASSINDATCOLF Andrea Zini. Modera il convegno, il giornalista delCorriere della Sera Lorenzo Salvia. Partecipano inoltre Maria Cecilia Guerra, Vice Ministro del Lavoro e delle PoliticheSociali, e delle Pari Opportunità, Luigi Cal, Direttore ILO Italia e San Marino, Giuseppe Acocella, Coordinatore VCommissione ‐ Welfare e P.A. del CNEL e Professore Università “Federico II di Napoli”, Bruno Benelli, GiornalistaCollaboratore de Il Messaggero, La Stampa e TG5, Alessandro Lupi, Responsabile Ufficio Studi ASSINDATCOLF eConsigliere FIDALDO.In merito agli aspetti di interesse per l’assistenza dei malati di Alzheimer, sarà analizzato il problema dei costisostenuti dalla famiglia per la cura dei soggetti non autosufficienti con il contestuale risparmio dello Stato a dannodella collettività e si proporranno soluzioni alternative a tutela delle famiglie‐datori di lavoro domestico. Si ricorda,infatti, come nell’indagine Censis–Aima vengano sottolineati l’entità dei costi sociali della malattia che, suddivisi incosti diretti (esborsi monetari effettivi per l’acquisto di servizi e prestazioni) e indiretti (valutati invece in termini diperdita di risorse per la collettività), risultano pari in media a oltre 60.000 Euro all’anno per ciascun paziente.“Quello del lavoratore domestico non è più un lavoro di scorta – afferma il Dr. Zini ‐ ma non è nemmeno un lavorocompletamente riconosciuto. Non parlo delle dinamiche contrattuali che, anche con le mitigazioni esistenti, sonoestremamente onerose per le famiglie che non sono organizzate come imprese e quindi subiscono maggiormente tutta laburocrazia del settore lavoro. Il lavoro nero è stimato pari se non superiore al lavoro regolare. Ma oggi questa situazione nonsi può più tollerare perché parliamo di 2.000.000 di lavoratori (è certamente tra i primi 5 CCNL a livello Italiano seconsideriamo anche il sommerso e rientra tra i primi 10 in ogni caso) che presto o tardi, tra 10‐20‐30 anni, saranno anziani echiederanno una prestazione pensionistica, tutta o in parte a carico dello Stato. Occorre affrontare oggi il problema e,soprattutto, affrontarlo in modo che sia “logico” essere in regola, altrimenti non emergerà mai il lavoro nero del settore.”

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