In occasione della Giornata internazionale del lavoro domestico che si celebra il 16 giugno, Assindatcolf diffonde i dati del Rapporto Family (Net) Work: in Italia 1,2 milioni di occupati e 17 miliardi di valore aggiunto, ma il 55,4% dei rapporti resta sommerso.

In Italia il lavoro domestico resta un pilastro del welfare pubblico. Secondo il Rapporto Family (Net) Work di Assindatcolf (Associazione Nazionale dei Datori di Lavoro Domestico) nel 2024 gli occupati erano circa 1 milione e 229mila tra regolari e non, per un valore aggiunto di circa 17 miliardi di euro (quasi l’1% del Pil).

Tuttavia negli ultimi anni il settore ha registrato un affaticamento, il numero dei collaboratori regolari è andato progressivamente calando, mentre contestualmente si è registrata una crescita del tasso di irregolarità, che nel 2023 ha raggiunto il 55,4%.

«La Giornata del 16 giugno – dichiara Andrea Zini, presidente di Assindatcolf – richiama il valore del lavoro dignitoso e la tutela dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori del settore. Non possiamo ignorare che oltre metà del comparto sia invisibile. Si tratta di un’emergenza, sociale ed economica, sulla quale recentemente anche la Commissione europea ha puntato il dito, richiamando gli Stati Membri sulla necessità di rafforzare gli sforzi contro il lavoro non dichiarato nei settori più esposti al fenomeno, come quello domestico in Italia. L’emersione dei rapporti irregolari avrebbe effetti concreti: maggiore gettito contributivo e fiscale, rafforzamento della sostenibilità del sistema previdenziale e piena valorizzazione di un settore che già oggi genera quasi l’1% del Pil».