In Friuli Venezia Giulia crescono la solitudine e i bisogni di assistenza legati all’invecchiamento della popolazione. Nella regione si contano 37,7 persone sole ogni 100 famiglie, contro una media nazionale di 34,4, mentre le persone sole con almeno 60 anni rappresentano il 56,4% del totale delle persone sole, a fronte del 55,2% registrato in Italia. Un quadro che si accompagna a una speranza di vita in buona salute alla nascita pari a 61,9 anni nel 2024, superiore alla media nazionale di 58,1 anni.
È quanto emerge dalle elaborazioni del Censis per Assindatcolf nell’ambito del progetto editoriale “Family (Net) Work – Laboratorio su casa, famiglia e lavoro domestico”, che fotografano una regione sempre più longeva ma chiamata a confrontarsi con una domanda crescente di assistenza e cura.
A fronte di queste dinamiche demografiche, il comparto del lavoro domestico mostra segnali contrastanti. Nel 2024 in Friuli Venezia Giulia risultano registrati 19.444 lavoratori domestici regolari, su un totale di circa 817 mila in Italia. Rispetto al 2021 il settore ha registrato una contrazione dell’11,6%. I lavoratori stranieri rappresentano il 69,1% del totale, una quota leggermente superiore alla media nazionale del 68,6%. Quanto alle mansioni, il dato più significativo riguarda la prevalenza delle badanti, che in regione rappresentano il 77,1% del totale degli occupati del settore, pari a 15.001 lavoratori. Le colf sono invece 4.443, il 22,9% del totale.
Una composizione che riflette l’evoluzione dei bisogni delle famiglie, sempre più orientati verso attività di assistenza e cura. Tuttavia, anche il comparto è interessato da un progressivo invecchiamento della forza lavoro: tra le badanti il 55,8% ha 55 anni e più, mentre tra le colf la quota si attesta al 44%. A rendere ancora più complesso il quadro contribuisce la limitata reputazione sociale del lavoro domestico, nonostante il ruolo essenziale che esso svolge nel garantire assistenza alle famiglie e supporto alle persone anziane e non autosufficienti.
“I dati ci restituiscono una fotografia molto chiara: la popolazione invecchia, aumentano le situazioni di solitudine e crescono le necessità di assistenza delle famiglie. Allo stesso tempo, però, osserviamo una diminuzione del lavoro domestico regolare negli ultimi anni e un progressivo invecchiamento delle lavoratrici e dei lavoratori del settore. Una dinamica che rischia di rendere sempre più difficile soddisfare il fabbisogno di cura che emerge dal territorio. Per questo – dichiara il presidente di Assindatcolf, Andrea Zini – occorre intervenire sui costi dell’assistenza, che oggi risultano particolarmente elevati, attraverso incentivi e strumenti di sostegno economico. Ma è necessario anche favorire nuove forme dell’abitare e della condivisione, capaci di contrastare la solitudine e di offrire risposte innovative ai bisogni assistenziali di una popolazione sempre più anziana”.