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Lavoro accessorio, Assindatcolf audita in Commissione Lavoro alla Camera dei Deputati: con attuale sistema rischio dumping nel mercato domestico

“L’attuale sistema che regola il lavoro accessorio, nonché l’eventuale prospettiva di allagarne le soglie di utilizzabilità, rischiano di spaccare il contratto collettivo nazionale del lavoro domestico e di provocare una sorta di dumping di mercato, penalizzando pesantemente sia lavoratori che famiglie”. È questa la posizione che Assindatcolf, Associazione Nazionale dei Datori di Lavoro Domestico, ha oggi rappresentato nel corso dell’audizione in Commissione Lavoro presso la Camera dei Deputati, impegnata nell’esame di proposte di legge in materia di prestazioni di lavoro accessorio.

“L’attuale limite di 2500 euro – spiega Andrea Zini, presidente di Assindatcolf – non garantisce l’applicazione del contratto collettivo nazionale, l’unico strumento in grado di tutelare domestici e datori. Con questa soglia si riuscirebbe, infatti, a coprire il costo annuale per l’attività di una colf che presti servizio per circa 6 ore alla settimana. Non certo un ‘lavoretto’ ma a tutti gli effetti un’occupazione a tempo indeterminato che, come tale, dovrebbe essere gestita nel rispetto delle regole del contratto collettivo che prevedono ferie, malattia, accumulo di Trf e tredicesima mensilità, non solo per tutelare i diritti dei lavoratori ma soprattutto per difendere le famiglie da possibili rivendicazioni sindacali”.

“La nostra proposta – conclude Zini – è quella di trasformare l’attuale impianto previsto per il lavoro accessorio: pensiamo alla piattaforma gestita dall’Inps sulla quale transitano le prestazioni che, sul modello di quanto già avviene in Francia, con le dovute modifiche potrebbe diventare uno strumento al servizio del Ccnl di settore (e non alternativo) dove far transitare tutti gli emolumenti previsti dal contratto ma anche le eventuali detrazioni spettanti alle famiglie per alcune fattispecie di prestazioni domestiche, come nel caso di quelle per persone non autosufficienti, nell’auspicio che si arrivi presto ad una totale revisione dell’intero sistema fiscale a carico delle famiglie”.

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