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Immigrazione, Assindatcolf: per fermare lavoro domestico nero serve programmazione regolari

“Fino ad oggi in Italia si è parlato, e si continua a parlare, di immigrazione irregolare. Pur non volendo negare il problema è evidente che esiste anche l’altra faccia della medaglia, da anni caduta nel dimenticatoio: non esiste più una programmazione del lavoro straniero regolare”. È quanto dichiara Andrea Zini, vice presidente Assindatcolf, Associazione Nazionale dei Datori di Lavoro Domestico, aderente Confedilizia, commentando le parole pronunciate dal presidente dell’Inps, Tito Boeri, in occasione della sua relazione annuale.

“Il presidente dell’Inps solleva oggi un tema molto importante, – spiega Zini – per i lavoratori domestici l’ultimo decreto flussi è fermo al 2011. Una contraddizione se pensiamo che, come certifica l’Istat, l’Italia è il secondo paese più vecchio al mondo dove le nascite sono in calo da circa un decennio. Non è vero, quindi, come qualcuno vorrebbe far credere che in Italia non c’è bisogno di colf, badanti o baby sitter. Ne servono eccome ma devono essere lavoratori formati ed in regola. I numeri, però – conclude – ci dicono il contrario: diminuisce il lavoro regolare (l’Inps censisce 864 mila addetti) ma aumenta quello in ‘nero’, che ormai rappresenta il 60% del totale. L’unico modo per invertire la tendenza è quello di tornare a programmare”.

 

 

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