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Cosa fare quando la badante va in ferie

Agosto è il mese delle vacanze. Valige pronte anche per i collaboratori domestici che di norma scelgono luglio ed agosto per godere di un meritato stop dal lavoro, con la conseguenza che molte famiglie che in casa si avvalgono del loro prezioso aiuto sono costrette a cercare un sostituto. Ma se per le faccende di casa si può anche pensare di chiudere un occhio, lo stesso ragionamento non può essere fatto quando si tratta di assistere un anziano, per il quale deve necessariamente essere prevista una continuità nella presa in carico. Che la famiglia sia ancora operativa in città (ma occupata nel lavoro) o già in vacanza, il problema di trovare un sostituto al domestico in ferie rimane e non si tratta certamente di una questione di poco conto, poiché il presupposto necessario per affidare un genitore anziano, e magari anche malato, alle cure di un “esterno” non può che essere la fiducia, che male si concilia con i tempi di una sostituzione.

Come fare allora? Nella maggior parte dei casi è lo stesso lavoratore che propone alla famiglia una persona di sua fiducia che sia in grado di sostituirlo per quel dato periodo. Se questa ipotesi non fosse però percorribile il consiglio è quello di affidarsi ai canali tradizionali: dal classico passaparola nella rete di parenti e amici, all’aiuto delle parrocchie di quartiere, che molto spesso mettono in contatto le famiglie con i domestici, oppure rivolgendosi ad un’agenzia di collocamento specializzata nella selezione di personale domestico.

Una volta individuata la persona il passaggio successivo è quello di procedere con l’assunzione: sì, perché anche se si tratta di un lavoro limitato nel tempo, l’unico modo per restare nelle regole è quello di sottoscrivere un contratto tra le parti e questo perché, anche una sostituzione, ha le caratteristiche di un lavoro continuativo (e non occasionale, come invece si potrebbe essere tentati di pensare), quindi la strada del vecchio voucher, oggi “Libretto famiglia“, non può essere percorsa.

È diverso, invece, se si decide di affidarsi a un’agenzia di somministrazione: in questo caso saranno gli operatori della struttura a selezionare una rosa di candidati, mentre la famiglia avrà solo il compito di vagliare i curricula e approvare colui che meglio si addica alle esigenze della casa. Una volta individuato il domestico il datore dovrà solo pagare una quota all’agenzia, poiché di fatto il contratto di lavoro sarà stipulato tra l’agenzia di somministrazione ed il lavoratore stesso.

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