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Coronavirus, si allo slittamento dei contributi previdenziali per il lavoro domestico

Anche le famiglie datrici di colf, badanti e baby sitter impegnate a fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19 potranno usufruire della temporanea sospensione dei termini per il pagamento dei contributi previdenziali”. È quanto comunica Assindatcolf, Associazione Nazionale Sindacale dei Datori di Lavoro Domestico.

“Ringraziamo il Governo – dichiara Andrea Zini, vice presidente Assindatcolf – che ha recepito la richiesta avanzata nei giorni scorsi dalla nostra Associazione che, a nome delle tante famiglie datrici di lavoro interessate dall’emergenza coronavirus, ha chiesto attenzione e aiuti economici per un settore che rischia di veder cancellati migliaia di rapporti di lavoro regolari. Riteniamo infatti che, anche i datori di personale domestico rientrino nelle disposizioni contenute all’art. 5 del Decreto Legge  2 marzo 2020 n.9, che prevede per tutti i comuni interessati dall’emergenza (così come individuati nell’allegato 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 1 marzo 2020) una sospensione dei termini relativi agli adempimenti e ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali in scadenza nel periodo dal 23 febbraio 2020 al 30 aprile 2020. Secondo quanto disposto dal Decreto legge, gli adempimenti ed i pagamenti dovranno essere effettuati a partire dal 1 maggio 2020 (anche mediante rateizzazione). Una data che sostituisce quella originaria del 10 aprile, quando sarebbero stati chiamati alle casse i datori per i versamenti contributivi relativi all’attività svolta dai domestici nel primo trimestre 2020”.

“Confidiamo – conclude Zini – che questo sia un primo, seppur piccolo, passo nel riconoscere piena dignità di datori di lavoro alle famiglie che occupano personale domestico. Soprattutto se dovesse essere estesa la ‘zona rossa’ a comuni con grandi numeri cittadini e di famiglie, ci aspettiamo che la cassa integrazione in deroga, per ora negata ai datori di lavoro domestico e soprattutto ai loro lavoratori, sia concessa anche al nostro settore. Non vi è alcun motivo perché non lo sia.”

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